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2009-07-21_18-53-53 v8-9a ss20 100 hp0047 Immagini storiche di Ponza

‘Marinai perduti’, di Jean-Claude Izzo

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segnalato da Silverio Tomeo

“Diamantis lasciò vagare lo sguardo sulla superficie del mare. Cercava in tutti i modi di non pensare al suo incontro con Amina. Si ricordò di alcune riflessioni che aveva annotato di recente sul suo quadernetto. A proposito della povertà di vocabolario riguardante il mare. Solo i greci avevano tante parole per  definirlo. Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d’acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia…

Quel che sfilava davanti ai suoi occhi, adesso più rapidamente, era un insieme di tutti quei termini. Il mare in tutte le sue definizioni, e il Mediterraneo in tutti i suoi appellativi. Sempre al di là di quel che lasciava vedere. Sempre più antico. Sempre più reale. Al di là dei miti, incessantemente. Al-bahr al-rum. Gli ritornò in mente il nome egizio. E si ricordò che per gli arabi quel mare non era né azzurro né nero, ma bianco Al-bahr al-abyad. ”

Diamantis è il personaggio centrale del romanzo Marinai perduti del marsigliese Jean-Claude Izzo (1945-2000), autore di altri romanzi di ampio impatto sociale e inauguratore del genere del noir mediterraneo, pubblicati in Italia dalle edizioni e/o.

Silverio Tomeo

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