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‘A murtella

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di Lino Catello Pagano

La mortella, ‘a murtellaMyrtus Communis, fam. Myrtaceae  – o semplicemete mirto, è una pianta spontanea, cespugliosa, tipica della macchia mediterranea, molto diffusa a Ponza in particolare sul Monte Guardia e in zona Fieno, il località Tre Venti e a Le Forna.

È  una pianta mediterranea arbustiva, aromatica di altezza media di circa 1 metro, con steli semilegnosi su cui sono inserite foglie opposte, lanceolate, a margini lisci, di un bel colore verde brillante.

Il mirto pianta sacra ad Afrodite, era albero particolarmente noto nell’antichità e molto presente nel mito greco, dove compare più volte. Era inoltre simbolo di fecondità e buon augurio, oltre ad essere considerato afrodisiaco.

I fiori, profumati, sono costituiti da petali bianchi e numerosi stami centrali, fioritura  giugno-ottobre.
I frutti, nero-azzurrognoli, sono piccole bacche  di forma ovale che maturano da novembre a gennaio.
La mortella è una pianta molto resistente e raramente viene attaccata dai parassiti.

La  mortella cresce nelle zone marine, in boschi e boschetti, ma ama l’esposizione al sole. Ha proprietà balsamiche, astringenti, antinfiammatorie, tossifughe e vulnerarie (cicatrizzante delle ferite). L’olio essenziale contiene mirtenolo e geraniolo. Le foglie contengono tannini; si possono impiegare in infusi e tinture come balsamico, tossifugo ed astringente intestinale. Per uso cosmetico è utilizzato un distillato di fiori e foglie come lozione per la pelle.

In cucina sono usate sia le foglie che le bacche del mirto. Possiamo ricorrere alle foglie per profumare arrosti di carne, ma anche piatti di pesce, utilizzando qualche rametto. Le bacche sono utilizzate per fare il liquore di mirto – ben conosciuto in Sardegna e a Ponza – dopo opportuna macerazione in alcool.

A Ponza ‘a murtella viene molto usata nel mese di giugno per preparare gli addobbi per la festa di San Silverio. Ne viene raccolto in quantità; poi i rami sono intrecciati assieme e appesi a mo’ di festoni tutto lungo il corso principale.

Lino Catello Pagano

 

 

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