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Libri. “La casa spiata”, di Ilaria Porziani

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Segnalato da Rita Bosso

Ilaria Porziani  frequenta Ponza da anni. Nell’esistenza cupa e angosciata di Chiara, la protagonista del suo romanzo “La casa spiata” le vacanze trascorse a Ponza sono gli unici momenti di gioia e serenità:

“Ricordò di quelle vacanze finite. 
Avevano salutato, col tramonto su Palmarola, l’ultima serata da trascorrere a Ponza.
 Dal traghetto Francesco, Chiara e Sara salutarono l’isola. Le case si allontanavano e i loro colori variopinti svanirono all’orizzonte. 
La scia d’acqua la distanziava sempre di più da loro.
 Era un arrivederci e non un addio”.

Del romanzo LA CASA SPIATA scrive Walter Veltroni:

“Sulla soglia del romanzo occorre dare al lettore alcune chiavi non tanto per interpretarlo – poiché questo è un compito interamente lasciato a chi affronta il testo – bensì per afferrare le cifre, i segni distintivi di ciò che stiamo per leggere.

Questo è, innanzitutto, un romanzo di vita, sia perché, rifuggendo le lunghe descrizioni, privilegia il ritmo incalzante e coinvolgente dei dialoghi e quello della narrazione costruita per momenti e scene aderenti alla realtà; sia perché, in ultimo, la vita riuscirà a prevalere, e il finale suggerirà a noi lettori ciò che è appena accennato, ma che si intravede più in là dell’ultima pagina: la vita ce l’ha fatta ancora una volta.

E’ però anche – e soprattutto – un romanzo doloroso, perché sulla pelle della protagonista è incisa la storia di un amore sconvolgente, quell’amore che fa da fil rouge dell’intero romanzo: amore e morte verrebbe da dire, la tesi dell’identità dei contrari, insomma, pensando alla magistrale lezione critica di tanti maestri, da De Rougemont a Bataille; perché qui l’amore sconquassa, cambia le anime, rivolge le vite ad altri destini, induce a cercare altrove (le sostanze psicoattive, ad esempio) ciò che dovremmo – e vorremmo – cercare dentro di noi.

L’amore è il confine e la protagonista vive su una pericolosa border-line, poiché abbagliata, allucinata, asservita all’amore che lei crede essere quello con la “A” maiuscola, ma che in realtà si rivela un amore ben più piccolo, privo di quell’afflato grande e passionale che l’innamorata vorrebbe trovare in ogni gesto, in ogni parola di quel suo ‘lui’, sempre più sfuggente e perfino meschino nelle giustificazioni, nei tradimenti.

Le pagine scorrono veloci e il registro colloquiale e quotidiano si alterna con quello più propriamente letterario, in un equilibrio mai banale, in una sorta di corsa che è contemporaneamente verso il lettore e in direzione opposta.

Perché Chiara che sembra venirci incontro poi sfugge: sfugge al lettore, ma prima di tutto sfugge a se stessa. Fugge negli abissi dell’apatia, della dipendenza, della sofferenza psichica. E la speranza che rimane è quella legata alla luce che intravediamo nelle ultime pagine, perché Chiara – nomina sunt omina – è davvero “luminosa” e “chiara”, e quella luminosità è il segno, oltre che della bellezza del romanzo, della bellezza della vita”.
[Walter Veltroni]

*

Un libro che cerca di indurre ad una riflessione profonda sugli stati d’animo e di malattia di una donna totalmente inserita nel contesto odierno. Un’opera che sottolinea problemi quali il mal d’amore e il consumo di stupefacenti e ne evidenzia le conseguenze.

Studi recenti mettono in connessione l’abuso di sostanze psicoattive e le depressioni giovanili. Probabilmente se Chiara – la protagonista di questo spaccato di società – non avesse cercato certi palliativi al mal d’amore non sarebbe mai entrata in depressione; avrebbe sofferto, ma sarebbe andata avanti lo stesso.

Dettagli del libro

  • Titolo: La casa spiata
  • Autore: Porziani Ilaria
  • Editore: La Riflessione
  • Data di pubblicazione: settembre 2008
  • Settore: narrativa italiana

Il romanzo di Ilaria è on-line, all’indirizzo:

http://paretitrasparenti.splinder.com/

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