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La scoperta di San Giuseppe

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di Luisa Guarino

La festa di San Silverio, tranne che per motivi molto seri, non l’ho mai persa; quella dell’Assunta che cade al culmine dell’estate neanche. Con l’unica differenza che quando ero ragazza mi sobbarcavo faticosissimi trasferimenti in pullman per assistere alle esibizioni musicali e vivere appieno l’atmosfera di allegra confusione di Le Forna. Oggi, in età matura, mi limito a seguirla con il pensiero da Ponza, gustando a distanza processione e fuochi d’artificio, anche se qualche giorno prima almeno una bella novena in compagnia delle mie cugine la seguo con piacere. La ricorrenza di San Silverio invernale, per motivi logistici non l’ho mai vissuta sull’isola.

Ma quella di San Giuseppe, lo confesso, è una scoperta recente. Solo negli ultimi anni mi è capitato infatti, dapprima di trovarmi a Ponza per caso e magari anche per incombenze burocratiche poco piacevoli proprio in quei giorni di marzo (che poi sono questi giorni di marzo). Ho avuto modo così di conoscere e condividere un’esperienza nuova, in una comunità per me, che vivo da sempre a Ponza centro, quasi del tutto sconosciuta, alla quale peraltro mi sono avvicinata con tenerezza, ricordando le origini del mio nonno materno, Silverio Mazzella (nome non proprio originale), legate proprio a Santa Maria, anzi ai Conti. La chiesetta piccola, l’espressione del Santo che guarda dritto negli occhi Gesù bambino quasi a infondergli fiducia mi hanno subito conquistato. Il resto lo hanno fatto l’atmosfera familiare, il calore della gente, la cornice del borgo, marinaro e campagnolo allo stesso tempo, i contorni di festa semplice ma cui non manca proprio nulla, dalle bancarelle alla musica, dalla processione ai fuochi, alle deliziose zeppole fatte in casa. A pensarci bene, c’è un altro motivo che con gli anni mi ha fatto affezionare a Santa Maria e alle sue consuetudini: la presenza di Lalèna, al secolo Maddalena De Luca, che proprio qui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, prima in un’abitazione vicino alla spiaggia con un’ampia terrazza, e poi in una casa un po’ meno visibile, vicino all’uscita del ‘grottone’. La festa di San Giuseppe rappresentava anche l’occasione per stare con lei qualche ora in più. Ora Lalèna non c’è più ma questo non deve rendermi triste: lei non vorrebbe. Spero solo di poter aggiungere un altro tassello alla mia recente ‘scoperta’ anche per l’edizione 2011: condizioni meteomarine permettendo.

Luisa Guarino

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