Botanica

So’ le sorbe e le nespole amare

Ci scrive Silvia Nardone

Prima di tutto vorrei fare i complimenti per il sito, finalmente! Ci voleva!!

Premetto che sono romana, ma con profonde radici campane e forse anche per questo che sono così legata a Ponza, un’isola che mi riporta alle atmosfere della mia infanzia.

Ho letto con piacere l’articolo sulla botanica, molto esaustivo e con bellissime foto.

Vorrei parlare di una delle piante da me preferite (che mi sta molto a cuore perchè era nella tradizione dei nostri nonni e bisnonni): il sorbo.

Nella nostra amata Ponza ho visto alcune di queste piante, ma dubito che si usi ancora mangiarne i frutti e credo che tra i più giovani nessuno li abbia mai assaggiati.

Io riesco a procurami le sorbe – o sorbole – con difficoltà (sono buone e ricche di vitamina C) e proprio per questo motivo ne ho piantato un albero nel mio giardino di Ponza a Santa Maria.

Bisognerebbe parlare ai ragazzi di questa pianta antica, con l’auspicio che venga rivalutata dalle nuove generazioni.

Saluti a tutti

Silvia Nardone

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Risponde l’esperto botanico (dilettante)

Il Sorbo domestico (Sorbus domestica L. – L. sta per Linnei, secondo la classificazione di Linneo) appartiene alla Famiglia delle Rosaceae.

E’ una specie originaria dell’Europa Meridionale, dalla Spagna alla Crimea e all’Asia Minore, spesso coltivata per i frutti anche fuori dal proprio areale. In Italia si trova sporadico in tutta la penisola e nelle isole. Albero alto fino a 13 metri, molto longevo. Foglie alterne imparipennate, composte, lunghe fino a 20 cm, con 6-10 paia di foglioline ovali o lanceolate. Il frutto e’ un pomo globoso o piriforme lungo da 2 a 4 centimetri, di colore giallo-rossastro e punteggiato, quindi bruno a maturità; la polpa è aspra e astringente; diventa dolce dopo un processo di automaturazione (ammezzimento), generalmente in luogo fresco (sulla paglia).
I frutti sono commestibili, di sapore acidulo, ricchi di acido malico e vitamina C; hanno polpa farinosa, molle, e semi angolosi bruni. Maturano in autunno e sono molto ricercati dalla fauna selvatica.

Sorbo. Frutti e foglie

Sorbo. Frutti ammezziti

Sorbo domestico – Sorbus domestica L.

Da non confondere, il Sorbo domestico – soprattutto per la forma delle foglie – con:

Nespolo comune - Mespilus germanica

Nespolo comune (Mespilus germanica L. ), pianta che nonostante il nome, è originaria dell’Asia Minore (Areale caucasico, Iran, Turchia fino alla Grecia). Appartiene anch’essa alla Famiglia delle Rosaceae.
 Molto resistente al freddo invernale, si spinge fino ai mille metri di quota. La sua diffusione fu molto favorita dagli antichi romani e prese a tal punto piede in Germania che al momento di classificarla, Linneo, sospettandone una sua origine in quest’area, lo chiamò Mespilus germanica. Non comune, vegeta nelle boscaglie sino a 1000 m. e predilige esposizioni soleggiate, adattandosi anche a substrati poveri. I frutti vengono raccolti immaturi (non ancora commestibili perchè duri e dalla polpa fortemente astringente); diventano maturi dopo un periodo di stramaturazione (ammezzimento).

A sua volta il Nespolo comune non è da confondere dal:

Nespolo del giappone- Eriobotrya japonica

più comune Nespolo giapponese (Eriobotrya japonica), stessa famiglia (Rosaceae); albero sempreverde originario del Giappone, che può superare i 7 metri di altezza. Le foglie sono grandi e tomentose, con la pagina superiore verde scuro e quella inferiore più chiara e ricoperta da una peluria (tomento, perciò ‘tomentose’). Periodo di fioritura in autunno-inverno: produce grappoli di fiorellini bianchi, a pannocchia, delicatamente profumati. I frutti sono dei pomi che maturano durante la primavera, sono di colore giallo-arancio e contengono 2-3 semi grossi e duri, che germinano facilmente, se messi in terra. A differenza dell’altro nespolo i frutti sono maturi già al momento della raccolta e non hanno bisogno di automaturazione

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Per la canzuncella di Murolo, tratto dalla sua opera ‘Napoletana’ (1963-’65), su YouTube andare al link:

httpv://www.youtube.com/watch?v=LoWhZ1HFioM

La canzone fa riferimento all’antico proverbio “C’u’ tiempe e c’a paglia maturene i’ nespule” (ci vuole pazienza, occorre aspettare per vedere i risultati) e si riferisce – oltre che alle sorbe – alle nespole comuni, già note in Europa dall’antichità.

Dalle immagini del video è evidente la confusione che si fa tra i due tipi di nespole, quelle più diffuse e conosciute, di color arancione, che si colgono già dolci (che abbiamo visto essere il nespolo del Giappone – Eriobotrya japonica) e le altre nespole (Maspilus germanica) che somigliano alle sorbe, si colgono aspre ed astringenti ed hanno bisogno di automaturazione (ammezzimento) per essere commestibili

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