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p18-1-di-4 u-20 ss06 articolo2 Aiptasia mutabilis La spugna nocciolina: Chondrilla nucula

Orchidee spontanee dell’arcipelago Ponziano

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di Biagio Vitello

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Le orchidee che si trovano nell’arcipelago Ponziano sono numerose e alcune abbastanza rare; il posto migliore per cercarle è nei terrazzamenti incolti o ai bordi delle stradine di campagna. Le nostre orchidee sono da considerare dei veri fossili viventi, in quanto residuati del clima caldo-umido esistente milioni di anni fa nella nostra zona.

Alcune di esse sono molte piccole e bisogna imparare a vederle. Come? Attraverso la conoscenza. Averle viste una volta (anche in fotografia) permetterà di riconoscerle quando le si vedrà dal vivo, durante una passeggiata.

Comuni nelle isole dell’arcipelago sono le orchidee del genere Serapias. Quella in assoluto più diffusa a Ponza è la Serapias lingua, così nominata perché ha, nel fiore, una propaggine simile ad una lingua umana sporta in fuori.

Generalità sulle orchidee. Le Orchidaceae europee e mediterranee sono, con poche eccezioni, specie terricole, con apparato radicale sotterraneo, costituito da rizo-tuberi o bulbi, da cui si dipartono radichette o radici filiformi.

La forma dei rizotuberi può essere tondeggiante o ovaliforme (come per esempio nei generi Ophrys, Orchis e Serapias), o più o meno suddivisa in digitazioni (Dactylorhiza, Platanthera, Spiranthes); in alcune specie sono presenti dei veri e propri rizomi, con radici filamentose (Listeria, Epipactis), in altre possono essere presenti radici coralliformi (Corallorhiza).

La riproduzione delle orchidee è casuale, in quanto il seme dell’orchidea selvatica è un seme incompleto, simile ad un uovo privo di albume, la cui germinazione è possibile solo con l’incontro – altrettanto casuale –  con un fungo parassita, che cercherà di aggredirla, ma essa, alcune volte, sfrutterà l’aggressione a proprio vantaggio per poter germinare.

L’impollinazione avviene, in generale, con tre meccanismi, a seconda delle specie:

– con produzione di nettare che attira gli insetti impollinatori

– con l’attrazione degli insetti mediante profumo [come in Cypripedium calceolus (scarpetta di Venere) e in Spiranthes spiralis]

– con il mimetismo del fiore che simula la forma dell’insetto (come l’Ophrys insectifera e altre orchidee del genere Ophrys)

Quest’ultima modalità di impollinazione è affascinante: gli insetti sono attratti sul fiore da un richiamo di tipo sessuale: ogni specie infatti, ha il labello conformato in modo tale da simulare l’addome della femmina di uno specifico insetto, e a ciò si associa la produzione di sostanze volatili simili ai ferormoni prodotti dalla femmina in fase di accoppiamento. Il maschio, così richiamato, nel tentativo di “accoppiarsi” con il fiore (pseudocopula), si carica di polline che successivamente depositerà su un altro fiore.

A Ponza è possibile trovare numerose orchidee selvatiche in località Monte Guardia e a Punta Incenso, fioriscono quasi tutte in primavera, tranne la Spiranthes spiralis (treccia di dama) che fiorisce nel tardo autunno.

Il genere più diffuso è ‘Serapias’: Serapias lingua; Serapias vomeracea; Serapias parviflora e alcune ibridazioni.

Poi troviamo:

Ophrys tenthredinifera (molto rara e bellissima, presente il località Core).

Orchis papilionacea e Orchis morio (molto rare e presenti in località Monte Pagliaro)

Spiranthes spiralis (rarissima e dal soave profumo, trovasi in località Scotti)

Neottia nidus-avis (molto comune in zona Scarrupata e Tre Venti)

Ophrys insectifera – è stata rinvenuta per caso durante una passeggiata sulla strada per le Forna, tra la vegetazione ai bordi della strada (località Tre Venti)

Di ciascuna di esse, è importante conoscere il nome comune, nome scientifico e (quando c’è) la denominazione dialettale

E’ importante sottolineare che la ricerca delle orchidee è un piacere disgiunto dal desiderio di possesso; esse sono solo da ammirare – e nel luogo dove si trovano – perché hanno radici delicatissime (per la micorriza associata), e non sopravviverebbero ad un trapianto. Per questa ragione è vietato – oltre che inutile – prenderle.

 

Il piacere della conoscenza e della ricerca botanica mi ha portato a costruire un giardino botanico, che è un vero serbatoio biogenetico della flora dell’arcipelago Ponziano. Sarei inoltre intenzionato a pubblicare la mia ricerca sulle orchidee Ponziane ed a effettuare una mostra sulle rarità botaniche dell’arcipelago (se si troverà uno sponsor).

Ho anche costituito nel 2008 un’associazione denominata Eumorfia – iscritta nel registro regionale del volontariato – che si interessa di promozione e difesa dell’ambiente isolano. Apri pdf allegato: Soggiorni Lavoro Naturalistico

Biagio Vitiello

N.B. – Per il nome delle piante, passare con la freccetta del mouse sull’immagine

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