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f-ab 104 35 89 99a Colonie di Astroides calycularis

La memoria conserva il passato, la conoscenza costruisce il futuro

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di Franco De Luca

Il sito Ponza racconta sta dimostrando in modo evidente la sua preziosità. Perché sta dando la stura ad un bisogno represso dei Ponzesi: quello di parlarsi, di scambiarsi ricordi ed esperienze, di sentirsi partecipi di una ‘coscienza collettiva’, di contribuire ad una opinione  condivisa. Quella che da tanto tempo manca alla comunità ponzese.

E’ dunque innegabile per me che l’iniziativa di Mario, Gennaro, Giuseppe, Sandro e Gino, sia meritoria. ORA, non fra qualche tempo, perché da subito sta dimostrando d’essere uno strumento vivo di comunicazione.

Ed è per questo che vorrei contribuire ad incrementare la risonanza dell’iniziativa mediatica, vorrei che le onde si propagassero ulteriormente fra i Ponzesi affinché il presente dell’isola sia osservato e portato all’ evidenza.

Giuseppe Mazzella, in uno dei primi editoriali, ha affrontato il tema della residenzialità e il suo aspetto drammatico. Io gli voglio venir dietro e ipotizzare modi per affrontarlo. Concretamente. Chiedendomi: cosa possiamo fare noi…  Noi dico, nella nostra dimensione individuale, come possiamo operare perché la permanenza sull’isola sia portata alla coscienza della comunità.  Giacché tutti la viviamo, la subiamo, ma non se ne fa un argomento di discussione pubblica, un centro di interesse intorno al quale lavorare.

Per iniziare a confrontarci su questo nucleo concettuale io penso che dovremmo rivolgerci al mondo giovanile. I giovani li vedo  ‘disperatamente’ assenti da ogni problematica, come se il futuro fosse già stato decretato.

Noi dovremmo cercare in qualche modo di rompere l’isolamento che li avvolge, sollecitandoli alla partecipazione, all’espressione..

Lo so che iniziative del genere non recano effetti materiali evidenti (specie a noi Ponzesi che attendiamo  soltanto dal soldo la risoluzione dei problemi ), ma è dalla presa di coscienza della situazione d’insieme che possono nascere ipotesi di risoluzione.

Inventiamoci ‘convegni’, incontri di studio, conferenze tematiche, e portiamole  alla  SCUOLA. E’ un genere di attività che NOI – mi rivolgo ai redattori del sito che conosco, ma l’ invito è aperto a tutti – sappiamo fare, che non ci costa nulla, e che potrebbe alleggerire il compito dei Docenti (non certo appesantirlo ).

Sento già le critiche: come può la  ‘residenzialità’, che ha implicita una serie complessa di fattori, trarre soluzione  dalle  ‘chiacchiere’?

Ebbene,

– primo: non saranno ‘chiacchiere’, ma spunti di riflessioni, saranno argomenti razionali e non espressioni viscerali;

– secondo: è dalle analisi razionali che deve sortire un impegno convinto  e fattivo;

– terzo: sono chiamati in causa i giovani, per i quali il futuro ha una valenza maggiore;

– quarto: soluzioni immediate e miracolose non ve ne sono. Occorre costruirle con l’apporto di tutti.

Mi propongo di continuare su questo tema nei prossimi giorni, anche facendo tesoro dei contributi altrui.

Franco De Luca

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