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Come ho scoperto Ponza

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Di  Claudia Polla

Ricordo bene la prima volta in cui arrivai a Ponza.

Quella  decisione la presi, in realtà, molto tardi nel tempo , considerato che Ponza la conoscevo già da molti anni attraverso le vivaci descrizioni e i racconti di un amico speciale conosciuto durante una prima esperienza di lavoro. Un’amicizia insolita questa, cresciuta nonostante la grande differenza di età ed alimentata, nella quotidiana vicinanza lavorativa, dal comune interesse verso la bellezza e l’armonia delle cose. Questa straordinaria amicizia è sempre stata motivo di vanto con i miei amici e mi ha lasciato degli insegnamenti di vita insieme a tanti bei ricordi, e sull’onda di alcuni di questi ricordi mi sono ritrovata, quella volta, a venire con la mia famiglia a conoscere Ponza.

L’impatto con l’isola fu quasi esaltante: ammiravo con i miei occhi quello che Libero Magnoni mi aveva decantato e mostrato attraverso i suoi meravigliosi dipinti e potevo riscoprire, con nuova emozione,  ciò che il tempo aveva lasciato  sedimentare nella memoria. Infatti subito mi è apparsa bellissima la vista del caratteristico Porto storico accogliente e monocromatico che, al di là degli alberi ondeggianti su mille diverse imbarcazioni, mostrava  in un solo colpo d’occhio scalinate, cupole, palazzi in un grande abbraccio unitario di benvenuto.

Uscendo poi dal porto brulicante di mezzi e di persone e salendo lentamente sulla panoramica per Le Forna, tra tornanti e strapiombi lo sguardo vagava tra muretti a secco, quadrati di terra coltivati a vite, bianche case cubiche  sparse nella vegetazione mediterranea. Percepivo l’odore buonissimo dell’aria, un misto di natura, di salmastro e di cose cucinate, e sentivo l’euforia di essere su un’isola che mostrava, a tratti, trasparenze di mare turchese e smeraldo in mezzo ad alture rocciose stagliate tra la vegetazione e il cielo.

Poi c’è stata l’emozione della ricerca degli amici Giuseppe e Silverio, favorita dai ricordi e dalla scoperta dell’insegna raffigurante un antico Brigantino dipinto proprio dall’amico Libero,  che ancora oggi segnala il negozio di libri, disegni, foto e cose marinare nella passeggiata al Porto.

Durante le calde serate al tramonto, quando il mare  si acquietava e la luce prendeva sfumature di luce dorata, lo sguardo vagava su alcuni scorci rocciosi e selvaggi quasi alla ricerca di una figura solitaria che con i suoi pennelli catturava  sulla tela quella magica  bellezza;  allora i ricordi si velavano di una leggera nostalgia.

Oggi sono felice di aver ritrovato gli amici di quell’ antico amico in quest’isola che, a ragione, è diventata anche un po’ mia.

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